Spillo

 

"Mi sono chinato in te
come spillo di luce,
e già tu,
sorridendomi,
avevi deciso
di farmi abitare
il tempo di un dolore."

 

©Riccardo

 


Antologia

 


Toscana

 

 

In molti ci avviammo,
e pochi  arrivammo,
gli altri fermati e persi
ad ammirare acque, curve e cime,
ché
 tanto bella è questa terra. 

 

 

@ Riccardo.

 


Raccontati

 

 

 

Raccontami di te, ché di me ho detto troppo,
chi sei, che vuoi, chi vuoi che io sia,
dei come e dei quando, delle bollette scadute,
dell'essere vittima di un aguzzino insonne,
parlami del male fatto e di quello ancora da fare,
delle invisibili catene che mordono sul collo,
dei capelli bianchi e delle voglie insoddisfatte,
di quanto belli sono gli orizzonti negati,
ormai sono sordo a forza di sentirmi,
inventa parole nuove se non ne trovi,
e dopo urlale per farle nascere,
le mie hanno perso senso,
raccontami di te questa volta, 
ché di me ho detto troppo.


©Riccardo

 


Note.

 

Adesso e qui è il
   tempo del perdono,
anche del mai fatto
o del non essere mai stato.
Ognuno trovi il suo perdono

e torni a sbagliare,

ché così è
la vita.

 

Riccardo.

 


Infine


 

…e si perde chi
non riesce a dire
basta,
 ostinandosi a stringere
un mondo suo,
senza percepirne
il vuoto in braccio.


Riccardo ®

 


Suono

 

 

 

"Sei suono,
sorso di tuono,
morso di cielo,
e solo
io
  ti
sento."

 

@Riccardo.

 


Pelle

 

 

 

 """Ho speso tempo,

a capire suoni

e fondere colori,

squilli di risa e
di donne profili,

cocci di memoria

in gesti ripetuti.
Il dito
scende per
seguirne il profilo,

desiderato pennello 
 che abbozza fantasie,

impregnando di sapori
labbra e dita
 su questa pelle 
salata e da gustare.

Fidando che ancora,
ancora un poco,
sia concesso il
poterla abitare."


Riccardo©

 


Forse

 

Se tu fossi grano fatto farina,
tenterei d'essere acqua e mani,
così che il caso avesse colpa
del movimento caldo ed intimo
che amalgama e plasma,
in antiche forme
le carni ed il sangue.
E chiudere così e
 per sempre
 l'infinito cerchio 
di memoria e gesti
che ancora vive
ed ancora lega, 
incenerendolo
nel forno del ricordo.

 

 

©Riccardo.



 


Donne

 

"Maledette le donne,
con i mondi negli occhi,
maledette gambe
che bucano il mondo, 
prolunghe di ventri
 zucchero ed aceto,
maledetto pensiero
che mai và,
 colpevole conseguenza
del non accorgersi."

©Riccardo

 


Parentesi

 

Due parentesi rovesce
contengono il nulla,
pura matematica negata,
tuttavia se l'esito è
tu di nuovo felice,
con inatteso sentimento,
gioisco e sorrido al mondo,
 per questa equazione folle,
nata con tonde rovesce,
contenente assenze,
e numeri impossibili.

 

©Riccardo.

 


Nulla

 

Hai consegnato
me, proprio me,
alla slealtà,
con il tuo essere niente,
sapendo e tacendo,
nel silenzio fatto sollievo.
Per questo
caccio la tua anima,
rovesciando le tasche
perche non resti,
memoria alcuna,
neppure come briciola.
Non importa se
ti vedrò ogni giorno,
o se conterai
di essere quanto non sei,
sarai solo un riflesso,
un posto occupato
per caso.


 

©Riccardo

 


Doni

 

 

 

 

Ti dono un silenzio,
senza aggiungere niente,
per me
un colore, un profumo,
un sapore e
quattro passi sul mare.

 

 

©Riccardo

 

 

 


Dedicato

 

 

 

Devo insegnare alle mie figlie
ad essere onorevoli

solo con se stesse,
ad onorarmi solo se giusto e

senza sofferenza,
disonorevole è seguire morale

imposta dal verbo e
non dal cuore,
nata dal bisogno di conferma,

che uccide intelligenza,
spenge stupore,
strappa ali e sogni
solo perché così deve essere.

Devo insegnare alle mie figlie,
che si è vergini  tutta la vita,
non è condizione fisica ma mentale,

si perde quando il fare è sempre uguale
e si  ripete tutto restando a guardare,

o peggio subire,
come ruota di macina da mulino,

che sempre lo stesso giro deve fare.

Devo insegnare alle mie figlie,
che tirare calci

non è un male,
come non lo è accarezzare,

se non si sbaglia tempi e genti.

Devo insegnare alle mie figlie,
che ci sono tempi

e fatti ambo esatti 
se sincroni con la vita,
che non c’è disprezzo alcuno,
per chi sbaglia
a guardare le lancette e
perde il suo treno, 
se questo è il di lui destino.

Adesso…

©Riccardo

 


Abbraccio

 

E abbracciai.
Già l’abbraccio,
movimento forte
un
'onda profonda,
facile da regalare, 
di più da sprecare,
difficile da capire.
Segreto più del sesso,
perché nel sesso ti dai
e poi ti adatti,
dai forma e ne ricevi, 
collidi il vivo,
perdendo il senso del te.
L’abbraccio è altra cosa
 non si adagia,
si stende nella forma,
segue la curva,
è figura tonda,
collante di pelle e 
      morbido conforto.  
       
 

 

©Riccardo

 


Dopo

 


"Dopo tanto buio intorno

nero e peso.
 Mi ascolto, 
baricentro io.
  Aspettando fermo, 
che il domani
  mi sorprenda."


©Riccardo

 


Battito

 
"Quando fugge un istante, 
un parte del Noi si perde
lo capisci da quel gesto 
né mio né tuo,
rimasto in sospeso,
o nell'andare e tornare, 
seguito da velati
battiti di ciglia e
silenzi che sanno d'errore.
Nell’apnea di un respiro disperso,
quei momenti spariscono
per sempre, 
e con loro muoiono
i Noi."  

 

 

©Riccardo

 


Bile

 


 

 

"Ho un dolore greve,
appena sotto al cuore,
non c’entra l’amore,  
ma una sorta di male,
che prende,
quando vedo camminare
questo mondo infame.
Preme tanto e forte,
fino a farmi vomitare  
parole e bile."

 

© Riccardo

 


Passi

 

"Non ci si riesce,
è difficile tanto,
avere il passo accanto
non correre avanti,
la cadenza combaciante
in misura costante
io voglio questo,
tu non lo so.
Viaggio solo,
per me è scelta,
per te paura,
ed intanto invento, 
ombre con le mani."

©Riccardo

 


 

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