Democrazia in lutto.
Hai consegnato
me, proprio me,
alla slealtà,
con il tuo essere niente,
sapendo e tacendo,
nel silenzio fatto sollievo.
Per questo
caccio la tua anima,
rovesciando le tasche
perche non resti,
memoria alcuna,
neanche come briciola.
Non importa se
ti vedrò ogni giorno,
o se conterai
di essere quanto non sei,
sarai solo un riflesso,
un posto occupato
per caso.
©Riccardo
Ti dono un silenzio,
senza aggiungere niente,
per me tengo
un colore, un profumo,
un sapore e
quattro passi sul mare.
©Riccardo
Devo insegnare alle mie figlie
ad essere onorevoli
solo con se stesse,
ad onorarmi solo se giusto e
senza sofferenza,
disonorevole è seguire morale
imposta dal verbo e
non dal cuore,
nata dal bisogno di conferma,
che uccide intelligenza,
spenge stupore,
strappa ali e sogni
solo perché così deve essere.
Devo insegnare alle mie figlie,
che si è vergini tutta la vita,
non è condizione fisica ma mentale,
si perde quando il fare è sempre uguale
e si ripete tutto restando a guardare,
o peggio subire,
come ruota di macina da mulino,
che sempre lo stesso giro deve fare.
Devo insegnare alle mie figlie,
che tirare calci
non è un male,
come non lo è accarezzare,
se non si sbaglia tempi e genti.
Devo insegnare alle mie figlie,
che ci sono tempi
e fatti ambo esatti
se sincroni con la vita,
che non c’è disprezzo alcuno,
per chi sbaglia
a guardare le lancette e
perde il suo treno,
se questo è il di lui destino.
Adesso
posso raccontare alle mie figlie,
l’esperienza dei miei dolori.
©Riccardo
E abbracciai.
Già l’abbraccio,
movimento forte
un'onda profonda,
facile da regalare,
di più da sprecare,
difficile da capire.
Segreto più del sesso,
perché nel sesso ti dai
e poi ti adatti,
dai forma e ne ricevi,
collidi il vivo,
perdendo il senso del te.
L’abbraccio è altra cosa
non si adagia,
si stende nella forma,
segue la curva,
è figura tonda,
collante di pelle e
morbido conforto.
©Riccardo
"Dopo tanto buio intorno,
nero e peso.
Mi ascolto,
baricentro io.
Aspettando fermo,
che il domani
mi sorprenda."
©Riccardo
"Quando fugge un istante,
un parte del Noi si perde,
lo capisci da quel gesto
né mio né tuo,
rimasto in sospeso,
o nell'andare e tornare,
in compagnia di nascosti
battiti di ciglia e
silenzi che sanno d'errore.
Nell’apnea di un respiro disperso,
quei momenti spariscono
per sempre,
ed è così che muoiono
i Noi."
©Riccardo
"Ho un dolore greve,
appena sotto al cuore,
non c’entra l’amore,
ma una sorta di male,
che prende,
quando vedo macinare
questo mondo infame.
Preme tanto e forte,
fino a farmi vomitare
parole e bile."
© Riccardo
"Mi sono chinato in te
come spillo di luce,
e già tu,
sorridendomi,
avevi deciso
di farmi abitare
il tempo di un dolore."
©Riccardo
"Non ci si riesce,
è difficile tanto,
avere il passo accanto
non correre avanti,
la cadenza combaciante
in misura costante
io voglio questo,
tu non lo so.
Viaggio solo,
per me è scelta,
per te paura,
ed intanto invento,
ombre con le mani."
©Riccardo